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Dipendenza dal gioco - Scommesse Calcio
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Dipendenza dal gioco

Le scommesse sportive, il casinò ed altre offerte di giochi godono di una sempre maggior popolarità nell’arco dell’esistenza, come espressione della gioia di vivere. Tuttavia, attività che in misura ragionevole possono essere svolte in tutta tranquillità, come far spese, praticare sport, mangiare, bere alcolici, sviluppano in alcune persone particolarmente conformate un potenziale di dipendenza. Nel caso della dipendenza dal gioco, il gioco è utilizzato da una parte relativamente piccola della popolazione come via di fuga da conflitti e difficoltà. I motivi inconsci delle persone affette dalla patologia della dipendenza dal gioco sono molteplici e la vincita al gioco rappresenta sì un forte allettamento, ma è pur sempre una meta di facciata. Bet365 è consapevole del fatto che la partecipazione ai giochi di abilità e di fortuna di qualsivoglia genere possa portare a problemi personali e sociali. Bet365 cerca di assumersi le sue responsabilità con una campagna di informazione e prevenzione e, a questo scopo, ha dato vita, insieme alla Harvard Medical School, ad un progetto di ricerca scientifico pluriennale, che si occupa del tema della prevenzione della dipendenza dal gioco in relazione ai prodotti di Online-Gaming. In ciò è previsto che siano sfruttate le potenzialità offerte dal mezzo internet, perché, da una parte si possano fare previsioni precise riguardanti le possibili dipendenze potenziali dal gioco, dall’altra possano essere offerte iniziative protettive.
Tratto dal sito: www.bwin.it

Non riesce più a controllare il gioco, gli dedica sempre più tempo della sua giornata ed è irritabile quando tenta di ridurlo, sente il bisogno di giocare quantità crescenti di denaro e dopo aver perso non desiste, anzi, torna a giocare di nuovo, il tutto tenendo completamente all'oscuro la famiglia, che alla fine trascina con sé fino alla rovina: è questo il ritratto del cosiddetto "giocatore d'azzardo problematico", colui cioè che ha ormai oltrepassato la linea sottile e impercettibile che lo separa dal giocatore "normale".
Oggi in Italia i giocatori problematici rappresentano il 3% della popolazione, ma si tratta di un dato illusorio perché chi si avvicina al gioco ha elevatissime probabilità di oltrepassare quel pallido confine: tra i frequentatori dei casinò o di una qualsiasi sala scommesse la percentuale di chi ha ormai sviluppato una seria dipendenza dal gioco d'azzardo si aggira infatti tra il 50 e il 70%.
Il gioco d’azzardo patologico è una delle prime forme di “dipendenza senza droga” studiate che ha ben presto attratto l’interesse della psicologia e della psichiatria, ma anche dei mezzi di comunicazione di massa, degli scrittori e dei registi, al punto che si continua spesso a riparlarne in relazione alle sue conseguenze piuttosto serie sulla salute ed in particolare sull’equilibrio mentale che questo tipo di problema è in grado di produrre. Nella ludo dipendenza il vero senso del gioco, attraverso cui si può costruire e scoprire il Sè - quello che vuol dire libertà, creatività, apprendimento di regole e ruoli, sospendendo le conseguenze reali - viene completamente ribaltato per trasformare la cosiddetta “oasi della gioia” in una “gabbia del Sé”, fatta di schiavitù, ossessione, ripetitività.

Se il soggetto presenta almeno cinque di questi sintomi, viene diagnosticato un quadro di gioco d’azzardo patologico:
  • È eccessivamente assorbito dal gioco d’azzardo (per esempio, il soggetto è continuamente intento a rivivere esperienze trascorse di gioco, a valutare o pianificare la prossima impresa di gioco, a escogitare i modi per procurarsi denaro con cui giocare);
  • Ha bisogno di giocare somme di denaro sempre maggiori per raggiungere lo stato di eccitazione desiderato;
  • Ha ripetutamente tentato di ridurre, controllare o interrompere il gioco d’azzardo, ma senza successo;
  • È irrequieto o irritabile quando tenta di ridurre o interrompere il gioco d’azzardo;
  • Gioca d’azzardo per sfuggire problemi o per alleviare un umore disforico (per esempio, sentimenti di impotenza, colpa, ansia, depressione);
  • Dopo aver perso al gioco, spesso torna un altro giorno per giocare ancora (rincorrendo le proprie perdite);
  • Mente ai membri della propria famiglia, al terapeuta, o ad altri per occultare l’entità del proprio coinvolgimento nel gioco d’azzardo;
  • Ha commesso azioni illegali come falsificazione, frode, furto o appropriazione indebita per finanziare il gioco d’azzardo;
  • Ha messo a repentaglio o perso una relazione significativa, il lavoro, oppure opportunità scolastiche o di carriera per il gioco d’azzardo;
  • Fa affidamento sugli altri per reperire il denaro per alleviare una situazione economica disperata causata dal gioco (una “operazione di salvataggio”).
Dati sui giocatori d'azzardo generici di chi ha più dipendenza su diversi argomenti di vita:

Sesso: 70% uomini, 30% donne (dato in crescita continua);
Età media: 40-45 anni;
Stato civile: 65% sposati, 35% no;
Titolo di studio: licenza media o diploma superiore;
Professione: 73% lavoratori autonomi, 27% dipendenti;
Abitudini relative al gioco: 51% giocava al casinò, 21% alle corse dei cavalli, 15% al lotto, 13% ai videopoker;
Altre dipendenze: 90% da tabacco, 15% da alcol, 3% da sostanze psicotrope;
Frequenza ai gruppi: 90% accompagnati dai familiari, 5% senza familiari, 5% solo familiari.
Percentuale di abbandono: 30%

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